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MANCATA ANNOTAZIONE DELLA CESSIONE D’AUTO NEL P.R.A.: “REVIREMENT” DELLA CASSAZIONE SULLA VESTE DI RESPONSABILE DI IMPOSTA DEL VENDITORE (di Giuseppe Di Nardo)

Mancata annotazione della cessione d’auto nel P.R.A.: “revirement” della Cassazione sulla veste di responsabile di imposta del venditore Con varie recenti sentenze la Corte di Cassazione, nell’esaminare ricorsi in materia di tassa automobilistica, insiste nel ritenere che per il predetto tributo: 1) è applicabile  il principio della scissione della notificazione (detto anche della postalizzazione) alla prescrizione; 2) il venditore dell’autovettura, in ipotesi di non annotazione della compravendita nel PRA, risponde verso l’ente impositore quale responsabile d’imposta. Ho già avuto modo di indicare i motivi per cui le predette affermazioni del giudice di legittimità devono ritenersi palesemente erronee giuridicamente (v. i miei commenti sul sito dell’Associazione Magistrati Tributari e sul sito dello Studio legale Avv. Di Nardo: “Postalizzazione solo per la decadenza e per gli atti processuali”- settembre 2017- “Responsabilità tributaria per vendita di autoveicolo non annotata al PRA”– ottobre 2017- “Il principio di postalizzazione e la prescrizione della tassa automobilistica” – 09 luglio 2019), ma la persistenza della Cassazione nel ribadire le sue tesi palesemente non condivisibili mi inducono ad ulteriori precisazioni. Invero premesso che la c.d. tassa automobilistica, in quanto correlata non più (come in precedenza) alla circolazione dell’autovettura, e quindi ad un servizio divisibile prestato dall’ente impositore, ma al mero possesso del veicolo (ex art.5, commi 31 e 32 DL 953/82), costituisce non già una tassa, ma una vera e propria imposta patrimoniale reale fondata sulla manifestazione della capacità contributiva desumibile dal possesso della res  (con verosimili dubbi di legittimità costituzionale ex art.53 Cost. in quanto commisurata non già al valore ma alla potenza del motore del veicolo, nonostante la contraria e poco comprensibile sul punto sent. Corte Cost. n.164/93), ritengo opportuno indicare le recenti sentenze della Suprema Corte aventi ad oggetto ricorsi concernenti la prescrizione della tassa automobilistica o la responsabilità del venditore per il caso di omessa annotazione  al PRA della vendita dell’autoveicolo. In ordine alla prescrizione, sempre con riferimento alla notifica di avvisi di accertamento relativi alla tassa automobilistica, rilevano le recenti sentenze nn. 28659/19, 28851/19, 25852/19, 29696/19 e, per ultima la n.29697/19, depositata il 14 novembre 2019, nelle quali tutte viene accolto il ricorso dell’Ente impositore (la Regione) e cassata la sentenza della CTR che aveva accolto il ricorso del contribuente il quale aveva eccepito l’intervenuta prescrizione del tributo ex art.5 DL 953/82 perchè tardivamente notificato il relativo atto impositivo, con la seguente motivazione: “…come più volte affermato da questa corte di legittimità (Cass.nn.8867/2016, 22320/2014, 11457/2012, 15298/2008 ed altre) il principio secondo cui gli effetti della notificazione eseguita a mezzo del servizio postale si producono – per il notificante – al momento della consegna del plico all’ufficiale giudiziario (ovvero al personale del servizio postale) e – per il destinatario – al momento della ricezione, trova applicazione con riferimento non solo agli atti processuali con riguardo anche agli effetti sostanziali da questi ultimi eventualmente prodotti (come recentemente stabilito da SSUU n.24822/2015) ma anche agli atti di imposizione tributaria, con la conseguenza che deve considerarsi tempestiva la spedizione dell’atto impositivo effettuata prima dello spirare del termine di decadenza (si noti bene: non del termine di prescrizione, NDR) gravante sull’ufficio, a nulla rilevando che la consegna al destinatario sia in ipotesi avvenuta successivamente a tale scadenza, e ciò sul presupposto che il mancato verificarsi degli effetti della notificazione per il notificante non può essere fatta dipendere da un evento estraneo all’attività di impulso ed alla sfera organizzativa propria propria del medesimo…ciò è quanto si desume dal principio generale affermato dalla sentenza della Corte Costituzionale n.477/2002 in sede di dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’art.149 c.p.c. per le notificazioni a mezzo posta, poi recepito dal legislatore nell’ultimo comma dell’art.149


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